Home

L’arte di Sabrina non si rivolge ad un contenuto particolare, non c’è un tema prediletto a contraddistinguere le sue opere: qualsiasi contenuto viene esperito dall’artista poiché qualsiasi soggetto è particella fondamentale che va a comporre quello sfaccettato puzzle che è la vita. In questa prospettiva il simbolo gioca un ruolo importante e Sabrina lo usa così come accadeva nell’antico “gioco” della personificazione le cui radici affondano nella cultura medievale e che trova pieno compimento in quella rinascimentale. Il mondo animale è ampiamente presente nell’immaginario di Alessandrino e viene da lei usato come contenitore di forze ancestrali, sacre e profane e come simbolizzazione del grande patrimonio mitologico dell’umanità. Alessandrino, in altri termini, viene a declinare in maniera innovativa il concetto di dinamismo, perno della poetica futurista. Ricordiamo una delle definizioni che ne dà lo stesso Boccioni: ”Il dinamismo è la solidificazione dell’impressione senza amputare l’oggetto o isolarlo dal solo elemento che lo nutre: la vita, cioè il moto.” Concludendo, Sabrina tenta di dare una nuova risposta al problema del rapporto tra inconscio, realtà e rappresentazione creando un’immagine cromatica che si propone come ponte fra natura e cultura, un’immagine che gioca una difficile partita fra tecnica e contenuto simbolico, un’immagine che risulta alla fine vincente in quanto produce ciò che è il fine ultimo dell’arte: la creazione della poesia dell’invisibile.

Dott.ssa Marina Manfredi
Docente di storia dell’Arte moderna
Presso Accademia delle Belle Arti di Venezia